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Conti Correnti Bancari – Tutto quello che c’è da sapere

CONTI CORRENTI BANCARI

Quali sono gli aspetti che bisogna tenere in considerazione nella scelta di un conto corrente? Dalle esigenze personali alle preferenze per le pratiche online, sono numerosi i fattori che vanno valutati prima dell’apertura di un conto.

Occorre prendere in esame, per esempio, il numero di operazioni che si pensa di effettuare: con l’aumentare delle operazioni, è probabile che aumentino anche i costi variabili, qualora fossero previsti dal contratto. La quantità di operazioni, per altro, dipende anche dal numero di persone che utilizzano il conto: è chiaro che in un conto familiare al quale hanno accesso – per esempio – cinque persone il numero di operazioni sarà superiore rispetto a un conto personale utilizzato da un solo individuo.

Bisogna scegliere, poi, se si preferisce operare allo sportello oppure tramite Internet: l’utilizzo del conto attraverso il web in genere costa di meno, ma presenta lo svantaggio di richiedere un’attenzione decisamente maggiore per evitare il rischio di frodi, password rubate e possibili truffe. Per questo motivo, prima di operare sul conto online è consigliabile chiedere alla banca quali sono le misure adottate per limitare al massimo i rischi.

Altro aspetto da non sottovalutare riguarda la carta di debito: essa rappresenta uno strumento di pagamento con i POS che di norma non implica spese per il cliente; le spese, invece, possono essere previste (sotto forma di commissioni) per i prelievi di liquidi effettuati agli sportelli automatici, specialmente se essi avvengono presso una banca differente da quella che ospita il conto corrente. Si può optare, dunque, per la carta prepagata, ma attenzione: essa permette di effettuare acquisti (sia sul web che in negozio) e prelievi di contante, ma con il limite della somma caricata in banca in anticipo (alcune carte, poi, funzionano come un vero e proprio conto, e sono dotate di un codice Iban).

Una volta verificati e ponderati tutti questi elementi, si può proseguire mettendo a confronto le proposte e le offerte delle diverse banche: ognuna, infatti, mette a disposizione dei clienti conti correnti differenti, sia per le promozioni in vigore sia per i costi. In ciascuna banca si possono richiedere i fogli informativi (reperibili anche sui siti Internet degli istituti) senza che ciò comporti alcun tipo di impegno da parte del potenziale correntista.

Si può scegliere, a quel punto, tra conti ordinari e conti a pacchetto: i primi sono conti a consumo, nei quali le spese cambiano a seconda della quantità di operazioni eseguite (in pratica, maggiore è il numero di operazioni, maggiore è la spesa); i secondi, invece, sono conti il cui canone può includere altri servizi, come per esempio la gestione del risparmio, le assicurazioni o le cassette di sicurezza. I conti a pacchetto si distinguono, a lavoro volta, in conti senza franchigia e conti con franchigia: i conti senza franchigia permettono di eseguire tutte le operazioni che si desiderano senza limiti, in maniera totalmente gratuita; i conti con franchigia, invece, prevedono l’esistenza di un canone che comprende un numero di operazioni gratuite limitato: superata la soglia, ogni operazione richiede una spesa.

Quanto costa un conto corrente

Anche se può sembrare strano che un correntista dia i propri soldi a una banca e debba pagare per questo, in realtà ogni conto corrente presenta dei costi, poiché l’istituto offre una serie di servizi al cliente. La qualità e il tipo di servizi variano da banca a banca: e di conseguenza variano anche i costi.

Per conoscerli in maniera dettagliata, è sufficiente chiedere informazioni a uno sportello o consultare i fogli informativi relativi. In generale, comunque, il costo totale di un conto corrente è costituito da una porzione fissa (si parla, appunto, di costi fissi) e da una porzione variabile (costi variabili). I costi fissi sono immutabili e costanti, e non dipendono dalle modalità di utilizzo del conto: essi includono le imposte di bollo, il canone annuo, le spese per la spedizione delle comunicazioni e i canoni riguardanti eventuali carte di pagamento.

costi variabili, invece, cambiano a seconda del numero e del tipo di operazioni effettuate (per esempio, l’incasso di un assegno, o il prelievo di soldi con la carta di debito). Essi, dunque, dipendono dalle scelte commerciali della banca e dall’utilizzo del conto da parte del cliente, e includono solitamente le commissioni per l’attuazione dei vari servizi, le spese per la registrazione di ogni operazione sul conto, gli interessi, le spese di liquidazione periodica (che entrano in gioco tutte le volte che la banca calcola gli interessi e gli oneri) e eventuali oneri in caso di scoperto.

Ogni banca mette a disposizione dei potenziali clienti il cosiddetto Isc, vale a dire l’indicatore sintetico di costo: esso è presentato nel foglio informativo del conto, e permette di avere a che fare con un importante parametro di valutazione delle spese. Il suo compito, in sostanza, è quello di dare una panoramica complessiva sul costo totale del conto corrente a seconda delle commissioni e delle spese che nel corso dell’anno possono essere addebitate al cliente, a prescindere dagli interessi e dagli oneri fiscali. Di norma, l’indicatore sintetico di costo viene valutato per più di un profilo tipo di operatività (pensionati, famiglie e giovani), tutti stabiliti dalla Banca d’Italia. Per quel che riguarda la chiusura di un conto corrente, invece, essa non comporta alcuna spesa, né il pagamento di penali.

Eventuali eccezioni possono essere previste, ma a patto che siano specificamente indicate nel contratto. Un ulteriore aspetto economico relativo al conto corrente che merita di essere valutato riguarda eventuali pagamenti compiuti senza la copertura adeguata sul conto: in quel caso, infatti, si corre il rischio di essere iscritti alla Centrale di Allarme Interbancaria, che è un database informatizzato dove sono riportati i nomi di chi, per un motivo o per l’altro, ha gestito il proprio denaro in maniera non corretta. Esso può essere consultato da qualsiasi banca, e quindi rischia di compromettere eventuali rapporti futuri di un cliente con gli istituti di credito (che potrebbero non volere avere a che fare con chi ha dimostrato di non sapere gestire il proprio conto). Gli iscritti alla Centrale, tra l’altro, possono essere sottoposti a sanzioni momentanee: per esempio, può essere impedito loro di emettere assegni.

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